CRISTALLI…STRUMENTI DI BENESSERE

Eccomi qua con una notizia fantabiliosa…il Progetto Archetipi_L’energia del tempo sta crescendo, e sta crescendo alla grande! Il 5 dicembre infatti troverete le creazioni mie e di Monica esposte al Centro Olistico Serenamente Olos, dalle 10.00 alle 12.00 ad Asti, in viale Partigiani 115. L’evento prevede inoltre una interessantissima conferenza di Monica dal titolo Riequilibrio Energetico-provare in prima persona il benessere che i cristalli possono donarci.

11693864_923441634360051_2181920504070882345_nCredo che sarà un’occasione interessante per imparare a conoscere meglio il mondo dei cristalli, che io per prima mi sono sempre limitata a sfiorare da lontano lavorandoli con le mani per creare gioielli. Quindi che dire, non potete mancare! Vi aspettano tante nuove creazioni (e vi sorprenderò!) e l’opportunità di conoscere un mondo nuovo. Per maggiori informazioni cliccando qui arriverete direttamente al link dell’evento su facebook.

Io ora vi saluto e colgo l’occasione per ringraziare Monica e il centro Serenamente Olos per aver reso possibile questa splendida iniziativa. E mi raccomando… 5 dicembre 2015, save the date!

DALLA PERSIA CON AMORE

Eccoci come ogni anno alle porte dell’autunno, anzi più che alle porte direi almeno in salotto, visto il clima tetro e piovoso imperante. Che poi a me nuvole, pioggia, nebbia e cumuli di foglie secche sui marciapiedi piacciono assai, ma ognuno ha le sue stranezze. Oggi voglio parlarvi di un lavoro nato qualche tempo fa, che un po’ per i miei mille impegni e un po’ perchè ci tenevo particolarmente che risultasse d’impatto, ha avuto tempi di realizzazione lunghissimi. Chi di voi segue la mia pagina fb avrà già avuto modo di vederlo, ma dopo tutto il lavoro fatto mi sembrava necessario dedicargli anche un post qui sul blog!

Paroure fiori persia 1Un completo leggero in lamina di ottone, incisa ad acido e smaltata a freddo, impreziosito da alcune piccole perle di fiume. Lo sfondo blu, denso e luminoso, non ha potuto fare a meno di riportarmi alla mente i colori e la vivacità del palazzo di Persepoli (così come le fonti lo tramandano, perchè ahimè fu distrutto (incendiato) dal caro Alessandro in un momento di sbronza/ eccessivo entusiasmo/ almeno a ‘sto giro devo pur lasciargli saccheggiare qualcosa, o questi col cavolo che mi seguono fino in India/ un insieme delle tre cose).

Collana fiori persia 3L’acido ha lasciato sull’ottone una trama un po’ bucherellata, quasi che anni e anni di usura avessero impresso il loro segno sul metallo, e devo dire che anche questo effetto inaspettato alla fine mi è piaciuto molto. Il disegno richiama i colori, le immagini, e soprattutto l’immaginario che io ho dell’Oriente Antico, un po’ come se questo ciondolo fosse saltato fuori all’improvviso dalle pagine di un vecchio manoscritto conservato a Costantinopoli, seguito a ruota da cavalieri impavidi, eruditi studiosi, falconieri intelligenti e giocatori di scacchi da bazar. Ma anche da venditrici del mercato, guerriere nomadi, amazzoni, danzatrici del ventre, gioiellieri e cucinieri, eunuchi di corte, nomadi delle steppe e frotte e frotte di fanciulle dell’harem reale.

Orecchini fiori persia 3Le monachelle in argento 925 vogliono impreziosire qualcosa che magari è prezioso negli intenti, ma sicuramente non nei materiali. Mi piace pensare che questi orecchini raccontino di storie sussurrate al calore del fuoco, di una notte trascorsa nel deserto, dell’ombra di tende dai colori sgargianti ormai sbiaditi dallo sferzare del vento e della sabbia, di viaggi interminabili e crudeli, di bellezze malinconiche e inafferrabili. Come ormai avrete avuto modo di notare, quello che si muove nella mia testa dietro la realizzazione di uno dei miei lavori è sempre epico e un tantino eccessivo (!!!); questa volta però, se avete voglia di farvi un giro nelle mie perversioni mentali, su Immaginario del Desiderio (qui) trovate un racconto fresco fresco che narra un po’ la stessa storia. Così, per sfizio.

Quindi buona lettura, buon autunno, e alla prossima!

FIERA DELL’AUTOGESTIONE E DELLE AUTOPRODUZIONI

Eccomi qui per un breve (ma non esaustivo) resoconto della Fiera dedicata all’autogestione e alle autoproduzioni appena trascorsa.
La Fiera ha aperto alla Libera Officina venerdì 18 settembre con un aperitivo informale e il laboratorio sull’uso della voce tenuto da Nevruz, molto partecipato e molto emozionante. Dopo la cena abbiamo proseguito la serata con un dibattito sulle autoproduzioni musicali e con il bellissimo concerto acustico di Giancarlo Frigieri.
Sabato mattina siamo stati coraggiosi e abbiamo aperto alle 9.30, offrendo una colazione a base di frittelle con cioccolato e banane caramellate, montando i banchetti del mercato e chicchierando con chi si è fermato incuriosito dai colori e dai profumi. Abbiamo affrontato la mattinata con un’Asta Tosta in cui vecchi oggetti hanno trovato una nuova casa e con un illuminante dibattito sul TTIP. Dopo un pranzo veloce abbiamo partecipato al laboratorio di cucito mettendo alla prova le nostre capacità, per proseguire con il secondo incontro del laboratorio di voce con Nevruz. Dopo un’ottima cena (questa, come tutte le altre, preparata interamente al maschile!) ci siamo inoltrati in un complesso dibattito dull’autogestione, concludendo la serata sulle note scelte dalle dj donne della Libera Officina.
Domenica è stata, oltre ogni aspettativa, la giornata più partecipata; iniziata con l’accuratissimo laboratorio di sapone e cosmesi naturale tenuto da Virginia e Stefania, la giornata ci ha poi portato verso racconti di streghe e una meditazione introspettiva e al femminile con Daniela.
Dopo un pranzo colorato e gioioso con persone di tutte le età e bambini che zompettavano allegramente tra i banchi del mercato, l’atmosfera si è concentra sul curatissimo laboratorio di erbe officinali di Melissa, per proseguire verso il laboratorio di autodifesa tenuto da Elisa, durante il quale ci siamo ritrovati a mettere alla prova limiti che non sapevamo di avere.
Sia sabato che domenica è stato attivo anche il laboratorio di serigrafia, che ha prodotto delle bellissime e nuovissime magliette.
L’ultima giornata della Fiera si è conclusa con un aperitivo veloce e la presentazione del Percorso di Genere della Libera Officina, tra applausi generali e tanta tanta soddisfazione per la buona riuscita della Fiera (e detto fra noi, mi dispiace per quelli che non ci hanno voluto credere!).

Queste sono alcune immagini della prima giornata… a breve un resoconto fotografico completo!!!

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Il meraviglioso banchetto di Erika e Veronica

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Giancarlo Frigieri, dall’originale prospettiva del nostro impagabile addetto ai suoni

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Il mio banchetto…dite voi!

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Dibattito sulle autoproduzioni musicali

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Le nocciole di Mario

I ragazzi di Magic Wood!

I ragazzi di Magic Wood!

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L’ottima birra autoprodotta RGB

Credo che queste tre splendide giornate abbiano portato all’interno della Libera Officina un clima di intensa collaborazione e condivisione dei saperi. Ognuno a modo suo si è messo in gioco e ha superato i propri pregiudizi, ognuno di noi ha imparato tanto e dato tanto. Abbiamo conosciuto tante persone nuove e scambiato tante opinioni differenti, ci siamo confrontati sul significato di autogestione, anarchia e autoproduzione.
Come Libera Officina vorremmo cogliere questa occasione per ringraziare tutti gli uomini e tutte le donne che hanno reso possibile questa iniziativa piena di colori, musica e anarchia, organizzando laboratori, condividendo le proprie passioni, le proprie conoscenze e i propri dubbi.
Vorremmmo ringraziare tutt* quell* che sono passati anche solo per un saluto, per scambiare due chiacchiere, per vedere cosa succedeva, così come ringraziamo chi ha messo a disposizione la propria arte e il proprio ingegno per realizzare un bellissimo mercatino dell’artigianato e delle autoproduzioni.
Vorremmo dire grazie anche a tutte quelle individualità che muovendosi dietro le quinte (dalla cucina alla pulizia del posto, dalla cura dei suoni all’organizzazione del mercato) hanno silenziosamente reso possibili queste tre giornate.
Vorremmo ringraziare chi ha creduto in questo progetto, nella Libera Officina, nell’anarchia e nell’autogestione, perchè per tre bellissimi giorni siamo riusciti a dimostrare che un mondo “altro” è possibile.
Grazie a tutt*

Vi aspettiamo a febbraio per la prossima edizione della Fiera, se siete interessat* e volete partecipare all’organizzazione fatevi sentire, e soprattutto…stay tuned!

FIERA FEBBRAIO

QUANTE MERAVIGLIE!!!

Eccomi qui per un post velocissimo, giusto una piccola anticipazione di quello che io, Monica e il nostro Progetto Archetipi abbiamo in serbo per la Fiera di questo weekend…

DSC03511Colori, ciondoli, pietre e tanta, tanta meraviglia! Vi aspetto questa sera, domani e domenica alla Fiera dell’autogestione e delle autoproduzioni, in via del Tirassegno 7 a Modena.

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Monica ci dice che…OSSIDIANA: benchè nera sono una pietra di luce! Infatti ti aiuterò ad incontrare – senza paura – il tuo lato oscuro, affinchè tu possa comprenderlo, illuminarlo, accettarlo e così integrarlo. Risuono delle energie della terra (1° Chakra). Collego spirito e materia per aiutarti ad affrontare la vita con equilibrio, armonia e serenità, bloccando le emozioni più profonde.

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Monica ci dice che…AVVENTURINA (verde): sono la pietra della gioia di vivere! Libero dall’ansia e dalla paura. Conferisco entusiasmo e disponibilità di ascolto verso sé stessi e gli altri. Ti incoraggerò a seguire il tuo intuito per realizzare il tuo vero essere promuovendo la tua autonomia decisionale. Dono tranquillità, spensieratezza e la capacità di integrare gli insegnamenti della vita aprendo il tuo cuore all’accettazione ed alla consapevolezza.

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Monica ci dice che…CORNIOLA: sono la pietra dell’energia, simbolo della vita. Risuono in armonia con il 2° Chakra, centro della creatività, che autorizza a godere della vita. Il mio elemento è il Fuoco, ed esprimo tanto la forza quanto la purezza che questo elemento porta con sé. Ti aiuterò ad entrare in contatto con il tuo vero sentire, sostenendoti nella certezza di poter accettare ogni prova della vita e ti instillerò coraggio ed ottimismo per realizzare i tuoi progetti.

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Monica ci dice che…MALACHITE: sono la pietra della trasformazione. Affinché questa possa realizzarsi ti permetterò di entrare in contatto con i tuoi desideri, stimolando la consapevolezza e determinazione per realizzarli. Ti sosterrò nel percorso dell’anima liberandoti da timori ed incertezze, in modo che tu possa procedere con sicurezza ed entusiasmo realizzando il tuo sentire più autentico.

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Monica ci dice che…PIETRA DI LUNA: sono la pietra che più di tutte risuona dell’energia femminile della Grande Madre. Proteggo la donna nel suo complesso psico-fisico e aiuto gli uomini ad entrare in contatto con il loro lato più sensibile e istintivo. Aumento l’ottimismo e la dolcezza, l’intuizione e la creatività. Ti sosterrò nei grandi cambiamenti della vita, infondendoti equilibrio e sicurezza e permettendoti di entrare in contatto con la tua saggezza antica.

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Monica ci dice che…CRISTALLO DI ROCCA (QUARZO IALINO): trasparente e puro dono chiarezza ed armonia, serenità ed ottimismo. Risuono dell’energia del 7° Chakra (della corona), che realizza la massima consapevolezza ed unione con l’universo. Canalizzo l’energia illuminando il pensiero. Ti aiuterò a conoscerti meglio ed ad affermare la tua natura più autentica, nel pieno rispetto di te stesso e degli altri.

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Monica ci dice che…EMATITE: sono la pietra della concretezza, in risonanza con il 1° Chakra, ti aiuterò a raggiungere una visione più realistica e chiara della vita. In questo modo saprai prenderti cura dei tuoi bisogni e ascoltandoli percorrerai la via del benessere. Dono vitalità ed energia, rafforzo la volontà sostenendo la disciplina e la voglia di vivere!

FIERA DELL’AUTOGESTIONE E DELLE AUTOPRODUZIONI

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Eccomi qui per un saluto veloce, con la solita promessa di essere maggiormente presente con l’autunno prossimo a venire (lo so, come al solito millanto, ma se finalmente riuscirò a organizzarmi le giornate forse non millanto nemmeno tanto!).

Nei giorni del 18-19-20 settembre 2015, allo spazio anarchico Libera Officina (via del Tirassegno 7, Modena) abbiamo organizzato una Fiera dell’autogestione e delle autoproduzioni. Ci saranno laboratori gratuiti (dal sapone, al cucito creativo, all’autdifesa, all’uso della voce…), conferenze (sull’autogestione, sul TTIP, sulle streghe, sulle autoproduzioni musicali) e un mercatino dell’artigianato artistico nei giorni di sabato e domenica. Chiaramente io sono di parte, perchè oltra a partecipare con il banchetto di ArteSelvatica ho contribuito anche ad organizzare la Fiera, ma se passate da Modena e non fate almeno un salto vi perderete un sacco di cose interessanti. Penso che sarà un’iniziativa molto bella, in cui ognuno dei partecipanti potrà imparare e insegnare allo stesso tempo. Ci si potrà confrontare liberamente sui vari aspetti delle autoproduzioni, sulla pratica autogestionaria e sull’ideale libertario in genere, sul perchè a farsi le cose da soli si sta meglio. Insomma, secondo me dovete proprio venire!

Qui di seguito vi allego il programma, e se vi interessa l’argomento e avete un po’ di pazienza potete andare a leggervi l’articolo che ho scritto qui.

A presto, e mi raccomando venite che vi aspetto tutti/e a Libera!

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SE DI CORONA DOBBIAM PARLARE…

Il soggetto da cui ho tratto ispirazione per questo nuovo completo (girocollo e orecchini) è un capolavoro di oreficeria di mitica memoria, la corona aurea rinvenuta nelle sepolture reali macedoni di Vergina (se mi sopporterete fino alla fine del post avrete la (s)fortuna di poter godere di un resoconto storico un po’ più esaustivo).

Girocollo ottone e carta 2Ottone inciso ad acido e carta da acquerello decorata con una semplice fantasia di meandri vegetali compongono i medaglioni di questo importante girocollo. E mentre il filo di ottone si arrampica per strade tortuose, aggrappandosi dove può a piccole perle di fiume e a frammenti di acquamarina, una regolare simmetria cerca di mettere ordine nella composizione.

Girocollo ottone e carta 3Gli orecchini seguono la stessa linea pulita della collana, in una cascata di pietre e metallo dorato. E se le foglioline che ho disegnato si richiamano alle foglie di quercia della corona macedone, per far rivivere le sue forme sontuose nel XXI secolo ho cercato di lavorare per sottrazione, snellendo le linee e aggiungendo luce con l’acqua marina e le perle di fiume. Oltre ovviamete al fatto di aver trasformato una corona (ornamento difficilmente indossabile ai nostri tempi senza provocare una certa ilarità) in un girocollo.

orecchini ottone e cartaSostituendo l’oro con l’ottone e la plasticità delle foglie auree con le due dimensioni del disegno su carta, spero di essere riuscita comunque a rendere chiaro il richiamo a una regalità leonina e, per certi versi, selvatica e crudele.

Girocollo ottone e carta 4E ora, se pensate di cavarvela con poco, mettetevi comodi e lasciate ogni speranza di celerità, che questa è una storia importante e come tale va raccontata bene! Siamo in Macedonia, nel IV secolo a.C., e mentre ci affacciamo alle soglie dell’età ellenistica vediamo il periodo d’oro della democrazia greca volgere al tramonto. Alessandro, dopo aver spinto la sua ambizione (e i suoi scorati soldati) fin quasi ai confini del mondo, è morto a Babilonia; per noia, come direbbe Galatea Virgilio. In realtà probabilmente si trattò di febbre tifoide, ma l’analisi più o meno scherzosa di Galatea mi ha fatto pensare: un guerriero invitto e sopravvissuto a mille battaglie e a ferite che sarebbero state mortali per la maggior parte di noi, morire per una semplice malattia? Forse è vero che la morte è banale, ma forse è vero anche che quando l’anima è triste (lui, che voleva diventare padrone dell’intero ecumene, essere costretto da una rivolta dei SUOI soldati a interrompere la marcia al fiume Ifasi e a tornare indietro) il corpo si arrende alle banalità della vita e ne diventa vittima. Alessandro lasciò la Macedonia nel 334 a.C. e non vi fece più ritorno; secondo le fonti la sua salma fu trafugata da Tolemeo mentre era in viaggio verso il paese natio e godette di eterno riposo ad Alessandria. Non pensiate però che il mancato riposo di Alessandro ci abbia lasciato una Macedonia priva di importanti ritrovamenti archeologici: tanto per dire, nei pressi dell’antico palazzo reale di Ege, nell’odierna località di Vergina (o Verghina), assistiamo tra il 1977 e il 1980 a una rilevante scoperta da parte dell’archeologo greco Manolis Andronikos, il rinvenimento di quattro tombe ipogee appartenenti a membri della famiglia reale macedone. Una di esse, dotata di un ricchissimo corredo, conservava intatta anche una corona aurea in foglie di quercia.

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Fonte immagine: voce Verghina dell’enciclopedia libera Wikipedia

La corona risalirebbe agli anni intorno al 350 a.C., e dallo studio dei resti conservati in una delle urne ritrovate nella suddetta tomba gli archeologi sono stati portati a identificare il tumulo come la sepoltura di Filippo II, padre del caro Alessandro. A Filippo va riconosciuto il merito di aver unificato la Macedonia e sottomesso le città-stato greche: senza la sua politica accurata, tutto il “papillé” del caro Alessandro sarebbe stato inconcepibile o quanto meno molto molto improbabile, dato che al giovane sovrano sarebbe mancata una base solida da cui partire per le sue conquiste.

Naturalmente lo studio delle sepolture macedoni di Vergina va ben oltre le quattro righe che, per amor di sintesi, ho scritto qui; se voleste saperne di più potete leggere qui, qui e qui (quest’ultimo articolo, che ho usato come fonte principale, è davvero esaustivo e ben fatto). Per non parlare del fatto che corone simili sono state ritrovate più meno in tutto il bacino orientale del Mediterraneo, dalla Grecia all’Asia Minore. Vi saluto con un richiamo al libro di Galatea Virgilio, Didone per esempio, che grazie a un’ironia pungente e lungimirante riesce a spiegare la storia anche ai “non-addetti-ai lavori”, rendendola affascinante e liberandola da quel triste velo di vetustità (sì, ho appena inventato una nuova parola) che spesso tende a farcela considerare molto più lontana da noi di quanto non sia in realtà. Abbiamo bisogno di più libri del genere, e infatti Galatea ne ha appena scritto un altro…non vedo l’ora di leggerlo!