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DALLA PERSIA CON AMORE

Eccoci come ogni anno alle porte dell’autunno, anzi più che alle porte direi almeno in salotto, visto il clima tetro e piovoso imperante. Che poi a me nuvole, pioggia, nebbia e cumuli di foglie secche sui marciapiedi piacciono assai, ma ognuno ha le sue stranezze. Oggi voglio parlarvi di un lavoro nato qualche tempo fa, che un po’ per i miei mille impegni e un po’ perchè ci tenevo particolarmente che risultasse d’impatto, ha avuto tempi di realizzazione lunghissimi. Chi di voi segue la mia pagina fb avrà già avuto modo di vederlo, ma dopo tutto il lavoro fatto mi sembrava necessario dedicargli anche un post qui sul blog!

Paroure fiori persia 1Un completo leggero in lamina di ottone, incisa ad acido e smaltata a freddo, impreziosito da alcune piccole perle di fiume. Lo sfondo blu, denso e luminoso, non ha potuto fare a meno di riportarmi alla mente i colori e la vivacità del palazzo di Persepoli (così come le fonti lo tramandano, perchè ahimè fu distrutto (incendiato) dal caro Alessandro in un momento di sbronza/ eccessivo entusiasmo/ almeno a ‘sto giro devo pur lasciargli saccheggiare qualcosa, o questi col cavolo che mi seguono fino in India/ un insieme delle tre cose).

Collana fiori persia 3L’acido ha lasciato sull’ottone una trama un po’ bucherellata, quasi che anni e anni di usura avessero impresso il loro segno sul metallo, e devo dire che anche questo effetto inaspettato alla fine mi è piaciuto molto. Il disegno richiama i colori, le immagini, e soprattutto l’immaginario che io ho dell’Oriente Antico, un po’ come se questo ciondolo fosse saltato fuori all’improvviso dalle pagine di un vecchio manoscritto conservato a Costantinopoli, seguito a ruota da cavalieri impavidi, eruditi studiosi, falconieri intelligenti e giocatori di scacchi da bazar. Ma anche da venditrici del mercato, guerriere nomadi, amazzoni, danzatrici del ventre, gioiellieri e cucinieri, eunuchi di corte, nomadi delle steppe e frotte e frotte di fanciulle dell’harem reale.

Orecchini fiori persia 3Le monachelle in argento 925 vogliono impreziosire qualcosa che magari è prezioso negli intenti, ma sicuramente non nei materiali. Mi piace pensare che questi orecchini raccontino di storie sussurrate al calore del fuoco, di una notte trascorsa nel deserto, dell’ombra di tende dai colori sgargianti ormai sbiaditi dallo sferzare del vento e della sabbia, di viaggi interminabili e crudeli, di bellezze malinconiche e inafferrabili. Come ormai avrete avuto modo di notare, quello che si muove nella mia testa dietro la realizzazione di uno dei miei lavori è sempre epico e un tantino eccessivo (!!!); questa volta però, se avete voglia di farvi un giro nelle mie perversioni mentali, su Immaginario del Desiderio (qui) trovate un racconto fresco fresco che narra un po’ la stessa storia. Così, per sfizio.

Quindi buona lettura, buon autunno, e alla prossima!

LINEE

Nelle foto sopra vediamo quattro paia di orecchini.

Hanno una forma molto semplice, che negli ultimi anni è sempre più utilizzata, e che dal mio punto di vista è la forma migliore se si vogliono mettere le pietre in primo piano.

Per la struttura ho utilizzato un filo particolare: è sempre rame placcato argento, ma la sua sezione è quadrata anzichè rotonda.

Andiamo ora a vedere gli oreccini nel dettaglio:

  • 1° paio: qui troviamo agli estremi due mezzi cristalli color champagne, e al centro un cubetto di ceramica, il tutto separato da due graziosi distanziatori di rame.
  • 2° paio: qui vediamo a partire dall’alto: una rondella in madreperla, alcune chips di agata blu lace e infine un lapislazzulo tondo da 6mm, per una delicata discesa nei toni del blu.
  • 3° paio: abbiamo ora, sempre partendo dall’alto, un occhio di gatto nero, un distanziatore in argentone e una sfera di rodonite multicolor.
  • 4° paio: in quest’ultimo paio vediamo infine un mezzo cristallo rosa opaco, un distanziatore in argentone e una sfera di turchese africano marrone, per un effetto complessivo che ci fa sentire la terra scivolare tra le dita.