DA LEVANTE A PONENTE

Anno nuovo e quindi nuove promesse…o no? Come ogni volta ho innumerevoli buoni propositi, soprattutto per ciò che riguarda il blog e il mio lavoro “con le mani”. E come ogni volta mi sembra inutile stare ad annoiarvi con le mie elucubrazioni, quindi per festeggiare l’anno nuovo ho deciso di “regalarvi” una poesia di Jòn Kalman Stefànsson, scrittore islandese che io letteralmente adoro, e di cui presto sentirete parlare su Immaginario del Desiderio. E insieme a queste poche righe ho deciso di mostrarvi anche un lavoro realizzato qualche tempo fa per un’amica, seguendo le sue istruzioni (che d’altronde sono state molto precise!). Il risultato è un ciondolo davvero particolare, ma credo che il suo messaggio ben si adatti ad accogliere l’inizio di un nuovo anno.

Ancora e Rosa dei Venti 2Perchè io vorrei conoscere tutte le terre e tutti i mari, parlare tutte le lingue e ascoltare tutte le storie che sono state narrate, attraversare il deserto e scalare le montagne. E cosa è di miglior auspicio se non una rosa dei venti e un’ancora, simbolo dei naviganti dei tempi che furono? Se la rosa dei venti non poteva che essere in ottone (come tradizione vuole), per l’ancora ho preferito l’alpaca, mentre per la medaglietta incisa ho deciso di utilizzare l’alluminio. Neanche a dirlo, avete davanti ore ed ore di minuzioso lavoro con il seghetto da traforo!

Ancora e Rosa dei Venti 5Ed è un argomento strano, quello del lavoro. Un argomento di cui al momento attuale non si può evitare di parlare. A prescindere dal fatto che dovrebbe essere un diritto di tutti e di tutte, perchè è l’unico modo in cui è possibile avere un’esistenza dignitosa, sono pochi quelli che amano il proprio lavoro, pochi quelli che hanno la fortuna di sentirsi appagati dopo un turno di otto ore. E io non sono una lavativa, capisco l’importanza del lavoro e la sua necessità. E’ solo che a volte sembra che ti stiano rubando il tempo, e durante gli ultimi mesi mi sono ritrovata più e più volte a fare questa riflessione. Niente tempo per il blog, niente tempo per cucinare, nemmeno il tempo per rimanere in pari con le lavatrici. Credo che le parole di Stefànsson esprimano questa mia sensazione (ma che spero non sia solo mia!) con infinita dolcezza. Quindi buona lettura, e vi lascio con un appello: riprendiamoci il nostro tempo, fermiamoci a guardare le nuvole, disegnamo le foglie che cadono, fermiamoci per una tazza di thè e infiliamo due punti di maglia, leggiamo un libro e facciamo un giro in una città nuova…riprendiamoci il nostro tempo, perchè è l’unica cosa che non ci ridaranno mai indietro.

 

Non sono riuscito a venire al lavoro oggi per tristezza.

Ho visto quegli occhi ieri e per questo non sono venuto a lavorare.

Non posso assolutamente venire al lavoro perchè mio marito è così bello quand’è nudo.

Non posso venire, oggi, perchè la vita  mi ha tradito.

Non mi presenterò alla riunione perchè c’è una donna che prende il sole, qui fuori, e il sole le fa splendere la pelle.

J. K. Stefànsson